Firenze tace sotto torri antiche
e l’aria pesa come prima del temporale.
C’è un lume acceso dietro una porta chiusa
e qualcuno veglia
perché non si spenga.
Venivo da stanze di libri e domande,
da accadèmie dove il pensiero respirava piano.
Tra conversazioni e fogli passati di mano
la città imparava a dubitare.
Non era tumulto,
non era clamore,
ma una sete silenziosa di vero.
E chi temeva quella piccola luce
già la chiamava errore.
Poi venne una notte senza proclami,
un passo che nessuno vede fare.
Non era ambizione,
non era sfida.
Era soltanto
scegliere dove stare.
Non nacqui per tacere
né per piegare il lume alla paura.
Non nacqui per tacere
quando il vero viene posto alla catena.
Se il pensiero è colpa
allora sia la mia.
Se il lume deve ardere
che arda dentro me.
Non nacqui per tacere.
Questa notte
è il giuramento.
Non ero giovane né ingenuo
quando giurai quella notte.
Seguii la voce
di chi aveva visto più lontano
e portava vento nuovo tra le stanze.
Entrai dove uomini diversi sedevano insieme
senza chiedere al sangue né al titolo il valore dell’uomo.
Fratelli soltanto
nel peso della coscienza,
custodi di un lume fragile
e necessario.
Non dirò i segni,
non dirò le forme.
Non è il mistero
che ci rende fratelli.
È la promessa
di restare uomini
quando il mondo domanda silenzio.
Non nacqui per tacere
né per piegare il lume alla paura.
Non nacqui per tacere
quando il vero viene posto alla catena.
Se il pensiero è colpa
allora sia la mia.
Se il lume deve ardere
che arda dentro me.
Non nacqui per tacere.
Questa notte
è il giuramento.
Ma da Roma cadde un sigillo di ferro.
Una parola scritta
per spegnere le stanze illuminate.
La chiamarono
“In Eminenti”.
Dissero:
chi giura tra fratelli tradisce la fede,
chi pensa libero tradisce l’ordine.
Ma io lessi
tra quelle righe di piombo
non la voce del cielo
ma la paura degli uomini.
Non nacqui per tacere.
E ormai la via non torna indietro.
Non nacqui per tacere
quando il lume vacilla nel vento.
Se il pensiero è colpa
allora sia la mia.
Se il lume deve ardere
che arda dentro me.
Non nacqui per tacere.
Questa notte
io giuro.
E se verranno giudici e catene
ricorderò questa stanza silenziosa.
Perché un uomo può essere piegato
ma un lume acceso
non obbedisce al buio.