TESTAMENTUM - PART III - EPILOGO
TESTAMENTUM - PART III - EPILOGO
Due secoli passano
sulle pietre delle strade,
sopra il respiro dell’Arno.
Queste pagine attendono,
come brace nascosta
sotto la cenere.
Un libro si apre.
La polvere si solleva.
E una voce ritorna.
È una fiamma
che ha attraversato il tempo,
verbo che rifiuta il silenzio.
Non la spense il carcere,
non la spegne la paura.
Chi ascolta diventa custode.
Non si spenga il lume.
"Ei muore, è ver;
ma per luï non sono fatti i sepolcri,
né de’ mesti accenti
il doloroso lamentevol suono.
Di lor natìa beltà liete e ridenti
le grandi azioni sue, l’eccelse prove
sorgono altere dalla tomba oscura,
ed Io, figlia di Giove,
le reco sopra l’immortal mio verso,
l’ali distendo,
e me ne vo a traverso gli ignoti abissi dell’età futura."