A volte una storia non arriva dai libri.
Arriva prima da un’immagine, da una presenza, da qualcosa che si affaccia nel sonno e poi non ti lascia più.
Per me è cominciato così.
Prima ancora della ricerca, prima dei documenti, prima delle date, c’è stato un sogno.
In quel sogno non c’era ancora Tommaso Crudeli come figura storica definita. C’era Il Poeta di Poppi.
Una presenza.
Un volto antico.
Una voce che sembrava venire da lontano, eppure in qualche modo vicina.
All’inizio non sapevo ancora dove mi avrebbe portato tutto questo. Sapevo solo che quel nome, o meglio quella figura, aveva acceso qualcosa. Da lì è iniziato un movimento che non era soltanto curiosità storica: era una chiamata, un richiamo, una sensazione difficile da spiegare ma impossibile da ignorare.
Poi è arrivata la ricerca.
Le letture.
I documenti.
Le date.
Firenze. Poppi. L’Inquisizione. La massoneria. Il processo. Il testamento.
E lentamente quel poeta intravisto quasi come un’apparizione ha preso corpo, fino a diventare Tommaso Crudeli.
La cosa che più mi colpiva era questa: tutto era partito da un’immagine quasi simbolica, ma più andavo avanti nella ricerca, più quella figura diventava reale.
Non si trattava più soltanto di suggestione.
C’erano una vita, un tempo storico, un contesto culturale preciso. C’era un uomo del Settecento toscano, poeta e intellettuale, che aveva attraversato uno dei punti più delicati del rapporto tra pensiero e potere.
La ricerca è stata il passaggio dalla visione alla materia.
Quello che prima era soltanto Il Poeta di Poppi è diventato una storia concreta, fatta di accademie, conversazioni, sospetti, interrogatori, abiure, carte, silenzi.
Ed è stato proprio in quel punto che ho capito che non stavo soltanto studiando una figura storica.
Stavo entrando in un racconto.
Questo progetto non nasce nel vuoto.
Nasce dentro un percorso creativo che esisteva già, e che con Abstracto Arabo aveva già iniziato a muoversi tra visioni, simboli, figure interiori, richiami storici e immagini che sembravano emergere da una zona profonda della coscienza.
Crudeli, o meglio il Poeta di Poppi, è entrato lì dentro in modo naturale.
Non come semplice personaggio da raccontare, ma come presenza capace di aprire un altro varco. Con lui il lavoro si è spostato ancora di più verso un punto di incontro tra storia, immaginazione, musica e memoria. Da una parte c’erano i documenti reali. Dall’altra c’era la percezione che quella voce avesse ancora qualcosa da dire.
Questo progetto nasce proprio in quel punto di contatto:
tra ciò che è stato sognato, ciò che è stato studiato e ciò che ha chiesto di essere trasformato in musica.
Più andavo avanti, più mi sembrava chiaro che questa storia non dovesse restare chiusa in una ricerca personale o tra le pagine di un saggio.
Doveva prendere forma.
Doveva avere un suono.
Doveva respirare.
Per questo è nato il disco.
Per questo è nato questo sito.
Non per esporre semplicemente dei contenuti, ma per costruire un percorso in cui una figura storica ritrovata attraverso il sogno e la ricerca potesse tornare a parlare nel presente.
È da qui che nasce questo progetto.
Non da un’idea accademica, ma dal desiderio di trovare un modo diverso per raccontare quella vicenda.
La musica è diventata il linguaggio naturale per farlo.
Un concept album capace di seguire il percorso della storia: il mondo delle accademie, la nascita delle logge, il clima di sospetto, il processo, la prigionia.
E infine il silenzio.
Il disco si apre con Testamentum.
Non è un documento ritrovato.
È una voce immaginata.
Il vero testamento di Crudeli esiste, ed è conservato negli archivi. Ma è un atto notarile, scritto nel linguaggio formale della legge.
In questo progetto ho immaginato un’altra pagina: non quella del notaio, ma quella dell’uomo.
Un tentativo di avvicinarsi a ciò che Crudeli avrebbe potuto pensare mentre si trovava nelle carceri dell’Inquisizione.
È una ricostruzione.
Un gesto artistico.
Un modo per far iniziare la storia con la sua voce.
Il progetto che hai davanti non è soltanto un disco.
È un percorso.
Un luogo dove documenti storici, musica e racconto si incontrano.
La storia di Crudeli appartiene al Settecento, ma parla ancora di qualcosa che attraversa ogni epoca: il rapporto tra pensiero e potere.
Ogni secolo ha avuto le proprie forme di inquisizione.
Per questo motivo tornare a raccontare questa vicenda non significa soltanto guardare al passato.
Significa anche chiedersi cosa resta oggi di quel lume acceso nelle accademie e nei circoli di discussione.
Questo progetto nasce da un desiderio molto semplice.
Non lasciare che quella storia rimanga chiusa tra le pagine di un libro.
Riportarla alla luce.
Farla risuonare di nuovo.
Perché alcune voci, anche dopo tre secoli, continuano a parlare.
Basta solo qualcuno disposto ad ascoltarle.